Quest’estate quasi per caso, mi sono ritrovata a passeggiare dopo una nottata di divertimenti a Gallipoli con i miei amici, lungo le strade di Torre San Giovanni, alle prime luci del mattino.

La baldoria della nottata ha così lasciato il posto al silenzio magico del piccolo borgo della Marina di Ugento, ancora assonnato.

Arrivati al porto, dominato da un faro molto particolare, posto su di una vecchia torre di guardia a scacchi bianchi e neri, ci siamo accorti che in realtà qualcuno sveglio già c’era.

I pescatori della zona erano già all’opera infatti, per mostrare i frutti della pesca dalla quale erano appena rientrati. Con curiosità ci siamo avvicinati e abbiamo ammirato sui bancali ogni sorta di pesce freschissimo, colpita soprattutto da un polpo di grosse dimensioni.

Il pescatore che avevo di fronte, notando il mio interesse, mi ha spiegato come la pesca del polpo sia una vera e propria tradizione della zona.

Il polpo viene pescato infatti, con una tecnica che i pescatori si tramandano di generazione in generazione: a circa due o trecento metri dalla costa, con delle piccole imbarcazioni. L’uomo mi spiega come la tecnica utilizzata risulta a volte molto divertente e può essere praticata da tutti e non solo da persone che hanno grande esperienza nel settore.

Dopo le mareggiate, che avvicinano i polpi alla costa e soprattutto prima che il sole inizi a tramontare, viene immersa in mare la “polpara”, un grosso pezzo di plastica bianca che mosso in continuazione attrae il polpo, il quale avventandosi rimane senza fiato a causa delle decine di speroni presenti proprio al di sotto di esso.

Con la promessa di provare anche noi questa esperienza, ho acquistato dal pescatore uno di questi polipi e me ne sono tornata a casa con una bella ricetta tipica della zona, tutta da sperimentare: il polpo alla pignata.

Bisogna scegliere dei polpi piuttosto grossi e batterli su una superficie ruvida fino a far perdere loro la naturale viscidità, rendendoli solidi al tatto.

Dopodiché bisognerà tagliarli a pezzi non troppo piccoli e metterli in una pignatta di terracotta, insieme a pomodori, cipolla, prezzemolo, olio, pepe nero e un po’ d’acqua.

Far cuocere il tutto lentamente, a fiamma bassa. Quando il polpo si lascerà facilmente trafiggere dalla forchetta, il piatto sarà cotto al punto giusto.

Dopo aver gustato questa prelibatezza consigliatami dai pescatori locali, non ci resta che provare a pescare un polpo con le nostre mani!

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