I Messapi nel Salento

Scritto da il 19 Novembre 2021
Messapi nel Salento

I Messapi furono una delle prime popolazioni ad abitare il Salento, prima ancora di Greci e Romani, e precisamente la zona di Cavallino – Oria.

Per il poeta latino Virgilio il popolo dei Messapi era di origine Cretese. Gli studiosi oggi, grazie a molti ritrovamenti e recenti studi sono concordi nell’affermare che invece i primi Messapi venivano dalla vicina Albania, l’antica Illiria.

Approdati nella zona di Santa Maria di Leuca, risalirono gradualmente la regione, fino ad arrivare a Taranto, fondando innumerevoli centri di grande importanza strategica. Grandi allevatori di cavalli, un popolo fiero, culturalmente ed etnicamente compatto, i Messapi difesero fino alla fine la loro indipendenza.

Chi erano i Messapi?

Il nome “Messapi” deriva dalla parola “Messapia”, che vuol indicare “Terra tra i due mari”. La Puglia essendo una terra costeggiata da due mari, è stata sempre terra di approdo per diverse popolazioni e genti di passaggio, che sopraggiungevano dall’Oriente navigando attraverso il Mediterraneo.

I Messapi sono menzionati in molteplici fonti sia greche che latine, poiché si pensa per l’appunto che i rapporti tra questi, i Greci ed i popoli della sponda orientale dell’Adriatico fossero forti, almeno per quanto riguarda la parte finale dell’età del Bronzo.

Nel corso della loro storia fondarono dei centri importanti come Alezio, Ugento, Otranto, Brindisi, Vereto a Patù, Ceglie Messapica, Vaste a Poggiardo, Oria, Nardò, Mesagne, Cavallino, Roca Vecchia, Egnazia, Rudiae, Manduria, principalmente posti vicino ad approdi naturali. Sia a Leuca che ad Oria si sono conservati i resti di due santuari messapici: attualmente non è chiaro quale fosse la loro religione, ma le fonti riportano l’usanza di praticare sacrifici per le divinità.

Dalle capanne dell’Età del Ferro si passò a degli edifici complessi, costituiti solitamente da diverse stanze di forma quadrata. Esisteva una gerarchia sociale ben delineata, che si rifletteva soprattutto nelle sepolture funebri.

I Messapi erano organizzati in una confederazione di 12 città: la dodecapoli messapica, ogni città aveva un suo re e una sua autonomia come le polis greche ma, nel momento del bisogno si riunivano in un’unica grande organizzazione. Ceglie rappresentava la capitale militare della confederazione messapica.

I Messapi erano un popolo combattivo e indipendente, si scontrarono con i tarantini riportando una grande vittoria nel 473 a.C.; la battaglia decisiva avvenne sulle colline che scendono in direzione della piana tarantina.

Tuttavia, nel 280 a.C. furono definitivamente sconfitti e sottomessi da Roma. Nonostante la sottomissione a Roma, il popolo fiero dei Messapi non riuscì mai ad assimilarsi alla nuova civiltà e mantenne ben preservata la sua identità.

Della civiltà messapica sono giunte sino a noi le antiche mura di cinta delle grandi città, tombe e soprattutto corredi funerari e recipienti in terracotta, riccamente decorati: le famose trozzelle. Purtroppo molto materiale è andato distrutto, disperso o occultato. Un vaso di grande valore artistico ritrovato nel 1820 sotto le mura di Ceglie  raffigurante, nei suoi elementi decorativi, la lotta dei Messapi contro Diomede si trova oggi nel Staatliche Museen di Berlino.