Villaggi turistici biodegradabili? In Salento nascono due prototipi

Scritto da il 3 luglio 2013

L’attenzione nei confronti di un turismo ecosostenibile e ad impatto zero sull’ambiente, diventa sempre più presente nel territorio salentino, già da diversi anni impegnato in questo delicato settore. Lo scopo è quello di rendere armonioso il delicato rapporto tra turismo e natura, adottando delle politiche di gestione in grado di accontentare il cliente senza danneggiare l’ambiente circostante.

Proprio a questo proposito arriva una notizia che ha quasi dell’incredibile ovvero la realizzazione in Salento, attraverso un grande workshop, di due prototipi di villaggi turistici biodegradabili. Avete capito bene, delle strutture ricettive costruite con materiali naturali e perfettamente autonome grazie all’utilizzo di energie alternative.

Il Parco dei Paduli

I due prototipi verranno realizzati nel Parco dei Paduli, una superficie di circa 5.500 ettari disseminata di maestosi ulivi secolari, pajare, dolmen, muretti a secco e tutti quegli elementi che rendono unico e suggestivo il paesaggio rurale salentino.

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Questa affascinante area del Salento è collocata tra il mar Adriatico e il mar Ionio, e per questo viene definita “terra di mezzo”, confinante con molti comuni tra i quali Surano, Maglie, Giuggianello, San Cassiano, Scorrano, Supersano, Nociglia, Botrugno, Muro Leccese e Sanarica.  Qui vengono organizzati molti laboratori volti alla promozione e rivalorizzazione del territorio.

1. Lovo

Lovo è il nome di uno dei due prototipi di villaggi turistici biodegradabili che verranno realizzati in questa area del Salento. Una struttura circolare nata dalle menti di quattro architetti (Antonio Sportillo, Filippo Cavalli, Simona Bartoletti, Giulio Vignoli) e realizzata con i materiali dell’ovicoltura, come sassi, sacchi di juta e paglia. Per l’illuminazione verranno utilizzate delle lampade ad olio lampante, ottenuto dalla spremitura delle olive del posto.

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2. Il Nido dei Paduli

Il secondo prototipo di villaggio turistico biodegradabile prenderà il nome di Nido dei Paduli e verrà realizzato esclusivamente con canne e canniccio, tenuti insieme da lacci e nodi ed impermeabilizzato usando l’olio di oliva. Le menti che hanno creato questa seconda struttura sono tre: Lucia Frascerra, Tommaso Secchi e Davide Pedrini dell’Università di architettura di Firenze. Una struttura leggera e semplice, aggrappata ad un albero.

Un’unione perfetta tra natura e turismo che intende non solo salvaguardare l’ambiente, ma anche dimostrare quanto i prodotti locali, come gli ulivi e il pregiato olio di oliva, possano essere utilizzati anche per altri preziosi scopi.

Il 14 luglio 2013 inizieranno i lavori e il workshop è aperto a tutti: perché non fermarsi a dare un’occhiata? Magari tra qualche anno potrò consigliarvi un villaggio turistico biodegradabile nel quale trascorrere le vostre vacanze salentine! 😉