Tre grotte da ammirare nel territorio salentino

Scritto da il 7 novembre 2014

Il Salento è senza dubbio la meta estiva ideale per chi non vede l’ora di godersi ore spensierate sotto il sole, comodamente sdraiato su ampi lembi di sabbia soffice e dorata. Ma il Salento è l’ideale anche per chi è in cerca di avventura e scoperta, preferendo alla comodità della sabbia, l’irregolarità dura e grigia della roccia, di cui la costa salentina è ampiamente caratterizzata.

Oltre ad ammirare le infinite caratteristiche della costa è possibile anche visitare dei maestosi tesori custoditi al suo interno, ovvero le numerose ed antiche grotte tipiche della costa e dell’entroterra salentino. Tappe imperdibili durante una gita in barca, dei veri e propri tesori nascosti che in molti casi è possibile raggiungere anche via terra. Noi ne abbiamo scelte tre in particolare da consigliarvi.

1. Grotta Febbraro

Questa grotta, situata nel comune di Salve, può essere raggiunta via terra. Pare infatti che il contatto con il mare risalga ormai ad un lontano passato, accertato da tutta una serie di segni visibili al suo interno, come ad esempio in numerosi fori realizzati dai molluschi o il solco di battente alla base delle due pareti laterali.

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Grotta Febbraro – Foto tratta da www.ilmiosalento.com

La Grotta Febbraro, chiamata così dal nome del suo scopritore, è collocata a circa un chilometro e mezzo a nord della linea costiera. Il suo interno è rappresentato da un lungo corridoio di circa quindici metri, con pareti a volta ricoperte di stalattiti e un fondo con un deposito di fossili marini.

2. Grotta Montani

Altra splendida cavità rinvenuta a Salve, sulla collina Spigolizzi, caratterizzata da due nicchie vicine, una completamente chiusa da pietre e l’altra aperta su un cunicolo piccolo e basso. Pensate che al suo interno sono stati rinvenuti resti di animali fossilizzati, risalenti a circa settantamila anni fa, e schegge di arnesi di selce.

Elementi considerati fondamentali per la datazione dei primi insediamenti umani nel territorio. La Grotta Montani è considerata non a caso una delle grotte più importanti per lo studio delle civiltà preistoriche.

3. Grotta di Sant’Ermete

Questa terza grotta che abbiamo scelto per voi si trova a Matino e fu scoperta nel 1965. Essa affonda le sue radici nell’età paleolitica ed è una delle più antiche di tutta la Puglia. Il suo nome deriva da un antico affresco custodito al suo interno o meglio, quello che resta, e che rappresenta l’opera di cristianizzazione messa in atto dai monaci basiliani.

Fossili, ossa e manufatti ritrovati al suo interno hanno permesso di stabilire con certezza che l’uomo di Neanderthal abitava al suo interno, e dalla sommità della collina su cui la grotta si trova, fermatevi per ammirare il panorama circostante, affacciato su Parabita, Alezio, Casarano e Gallipoli.

Tre grotte speciali che aggiungeranno alle vostre vacanze salentine un pizzico di mistero e storia, rivelandovi un volto di questa terra spesso sottovalutato in favore di caratteristiche più turistiche. 😉