L’ombrellaro e gli antichi mestieri del Salento

Scritto da il 19 maggio 2014

Uno degli oggetti che oggi ricompriamo con estrema frequenza è senza dubbio l’ombrello, che è possibile acquistare con pochi euro e che non esitiamo a gettare nel cestino ad un minimo inceppo. In passato invece gli ombrelli erano di pregiata manifattura e comprarne uno comportava una spesa tale che ogni famiglia ne possedeva al massimo uno.

Inutile dire che se il vento o l’utilizzo frequente ne avevano danneggiato la stoffa o il meccanismo, non si buttava di certo, ma si portava a riparare dall’ombrellaro, meglio conosciuto in Salento come ombrellaru.

L’ombrellaro salentino

La figura dell’ombrellaro si faceva vedere in periodi ben precisi, ovvero durante l’autunno e l’inverno, quando il maltempo costringeva all’utilizzo degli ombrelli, minandone spesso l’integrità, soprattutto di fronte alle forte raffiche di vento. Non stupiva quindi di trovarlo in giro prima e durante i periodi di pioggia.

ombrellaro-salentino

Foto tratta da patronatosanvincenzo.it

Il suo abbigliamento non era molto sofisticato, anzi, indossava quasi sempre giacca e cappello nero, con scarpe robuste per affrontare camminate belle lunghe. Lu ombrellaru infatti girava a piedi per il paese, aspettando i clienti più affezionati oppure urlando “ombrellaru, ombrellaru” per le strade, in modo da attirare l’attenzione di chi aveva un ombrello trasandato da riparare.

Qualcuno poteva addirittura permettersi una piccola bottega o un carretto da portare in giro durante le giornate di lavoro. L’armamentario era costituito soprattutto da aghi, filo, pezzi di stoffa, pinze, stecche di ricambio, conservati in una scatoletta di legno che fungeva anche da sgabello durante l’esecuzione del lungo e complesso lavoro di riparazione.

Le figure come l’ombrellaro, lo stagnino o lo scarparo, dimostravano quanto fosse sufficiente avere tempo e pazienza per poter riparare qualunque cosa, ed era indubbiamente la strada prediletta da molti, dal momento che il costo della riparazione era estremamente più basso rispetto all’acquisto di un ombrello, una pentola o un paio di scarpe nuove.

Un modo di vivere e di pensare che oggi ci sembra molto lontano e che invece ha caratterizzato la storia e la tradizione salentina per molto tempo. Ancora oggi infatti si parla dell’ombrellaro e dei personaggi come lui, come di figure importanti e intramontabili, di cui la bravura e la maestria non viene mai dimenticata.