Le pastiddhre: le castagne secche del Salento

Scritto da il 24 ottobre 2014

Se durante il vostro viaggio in Salento dovessero offrirvi delle pastiddhre, in realtà vi stanno offrendo delle tipiche castagne secche, chiamate così anche in Calabria e in Sicilia.

Si tratta di castagne dure, senza buccia e senza la tipica pellicina, che per decenni hanno caratterizzato i piatti invernali della tradizione salentina. Venivano consumate sotto forma di zuppe oppure lessate, ed erano disponibili nelle botteghe ad inverno inoltrato, mentre oggi è possibile trovarle soprattutto sulle bancarelle di fiere e mercatini di stagione.

Sono ottime da consumare come frutta secca, sgranocchiandole passeggiando, ma sono l’ideale anche per preparazioni più complesse, come questa gustosa minestra di cui vogliamo darvi la ricetta.

zuppa-di-castagne-secche

Foto tratta da blog.shoppingdonna.it

Minestra di castagne (pastiddhre)

– 500 g di castagne

– 1 cipolla

– olio extravergine di oliva

– sale

– prezzemolo tritato

Lasciate le castagne in ammollo per una notte, dopodiché privatele degli eventuali residui di pellicine rossi rimasti. A questo punto versatele in una pignatta contenente acqua e portatele ad ebollizione.

Nel frattempo tagliate la cipolla finemente e fatela imbiondire in una padella con olio extravergine di oliva. Versate il soffritto nella pignatta ed aggiungete un’abbondante spolverata di prezzemolo fresco, lavato e tritato.

Regolate di sale e lasciate cuocere a fuoco lento, aggiungendo altra acqua se necessario, fino a quando le castagne non si sfalderanno sotto la pressione di una forchetta. Servite la vostra zuppa di pastiddhre ben calda, accompagnata magari da tocchetti pane abbrustolito e godetevi questa delizia autunnale tipicamente salentina. 😉