La storia del Salento raccontata dai frantoi ipogei

Scritto da il 6 ottobre 2014

Il Salento ha tanto da raccontare a chi è appassionato di arte e storia, o a chi magari è solo curioso di scoprire qualcosa di più di questa terra magica, sempre più apprezzata dai turisti italiani e stranieri. Al suo interno infatti, non ci si limita soltanto a spiagge da cartolina e movida notturna, ma è possibile accedere ad un serbatoio culturale davvero prezioso e tutto da scoprire.

Basti pensare agli antichi frantoi ipogei (detti in dialetto Trappiti o Trappeti), ovvero strutture antiche ed imponenti utilizzate da sempre per la produzione del prelibato olio d’oliva salentino, uno dei prodotti più famosi e richiesti della zona. Un vero e proprio oro allo stato liquido ricavato dai preziosi frutti che i maestosi e contorti olivi secolari della Puglia, sono ancora oggi in grado di regalare.

I frantoi ipogei del Salento

Molti di essi sono ancora oggi perfettamente custoditi all’interno dei loro scrigni di pietra. E’ infatti proprio nei sotterranei dei più antichi palazzi del Salento che i frantoi trovano ancora oggi collocazione, al riparo da occhi indiscreti, in un ambiente in grado di garantire all’olio la migliore conservazione.

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Questi ambienti erano originariamente stati creati per la conservazione del grano, ma dopo il contatto con la cultura Bizantina, avvenuto all’incirca nel IX secolo, si decise di cambiare e dedicarsi al più complesso e redditizio commercio dell’olio. Il quale veniva soprattutto esportato verso le grandi città europee ed utilizzato come combustibile per illuminare le strade, o come ingrediente per realizzare il sapone.

Solo in minima parte l’olio del Salento veniva impiegato dai contadini per uso alimentare, fino a diventare con il passare dei secoli e l’avvento dell’energia elettrica, uno degli ingredienti di base della cucina pugliese e salentina. 

I locali in pietra non ospitavano solo i frantoi e le persone che ovviamente si dedicavano alla trasformazione delle olive in prelibato olio, ma anche animali, collocati in piccoli ambienti adibiti a stalle.

Visitare alcuni di questi frantoi ipogei è ancora oggi possibile e si tratta indubbiamente di tappe ricche di fascino da inserire all’interno dei vostri itinerari salentini. Dove trovarli?

Morciano di Leuca fu uno dei maggiori centri di produzione di olio, con ben venti frantoi, oppure Sternatia, dove rimane un unico frantoio (dei diciannove originari) nel sottosuolo dell’antico giardino del Palazzo Marchesale Granafei. E poi ancora a Noha, con il frantoio del Casale posizionato all’ingresso del castello, e a Vernole, con il frantoio Caffa posizionato nei sotterranei di Piazza Vittorio Veneto. Voi ne avete mai visitato uno?