I terracottari salentini: modellatori a regola d’arte

Scritto da il 29 febbraio 2012

Il Salento è una terra di antichi mestieri. Alcuni sono andati a scomparire pian piano nel corso degli anni e di altri ne resta ancora qualche debole traccia, sulle bancarelle delle fiere locali e nelle botteghe dei vicoletti, nei centri più piccoli della penisola salentina.

Uno di questi è antichissimo e legato strettamente alla terra del Salento la quale, essendo in gran parte argillosa, ha favorito la nascita di attività come la lavorazione della terracotta. Questa tradizione risale a tempi davvero antichissimi, come testimoniano i numerosi reperti archeologici rinvenuti in diverse zone del Salento. Si tratta soprattutto di vasi che venivano poi legati alle carrucole dei pozzi, usate per tirare su l’acqua.

Il ricordo di questo antico mestiere lo si ritrova anche nei nomi di strade popolari, come Via dei figuli a Lecce, nei pressi della Basilica del Rosario, la quale ha ospitato fino al 1830 le botteghe dei grandi maestri vasai.

Mentre oggi la creta la si trova pronta per l’utilizzo, anticamente bisognava depurarla dai corpi estranei e inumidirla con l’aggiunta di acqua, per poterla rendere morbida e malleabile. Il macchinario utilizzato per lavorare la creta è il tornio, composto da un piatto poggiato su un telaio in legno, messo in movimento da un pedale azionato dallo stesso artigiano.

La pasta ottenuta veniva appoggiata su di esso e veniva modellata con le mani, grazie alla grande abilità e maestria dei cosiddetti terracottari. Una volta realizzato l’oggetto, veniva poi fatto asciugare all’aria o al sole, prima di infornarlo a temperature altissime nel pignone, un antico forno diviso in due locali.

I prodotti che venivano realizzati erano per lo più strumenti di uso quotidiano, degli utensili necessari alle varie attività domestiche e lavorative, come recipienti, brocche, pignatte, piatti, fischietti e soprammobili. In alcuni casi, le terracotte decorate a mano, più belle e pregiate, venivano usate addirittura per decorare le cupole delle chiese.

Un mestiere antico ed affascinante del quale non restano poi moltissime tracce, soprattutto se si tiene conto del fatto che i prodotti in terracotta che trovate sulla maggior parte delle bancarelle locali, non sono fatti a mano ma sono frutto di grandi produzioni industriali.

Per osservare questi grandi artigiani all’opera dovete recarvi nelle piccole botteghe locali, dove potete ammirare con i vostri stessi occhi la loro abilità unica nel modellare questo materiale, poi finemente decorato a mano. I centri più rappresentativi di questa antica tradizione sono Torre Paduli, Taurisano, Ruffano e Cutrofiano.

Riportando magari con voi dal Salento un souvenir ricco di storia e tradizione, nato da un umile mestiere e diventato oggi protagonista di una vera e propria arte.

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